LA DISTRUZIONE DELLA NATURA
La distruzione della natura. Tornai dopo solo quattro anni nella terra calda dell’Andalusia, con il sole ancora nel cuore, al ricordo di quelle terre… improvvisamente credetti di aver sbagliato rotta, no, non poteva essere la stessa terra, sotto il medesimo cielo. Premetto che per giungere nella mitica patria natia di Picasso, ovvero malaga, se si decide di affrontare il lungo viaggio in auto, e’ necessario passare dal golfo di Almeria, culla di una fantastica riserva naturale, di immense distese di verde e di pittoresche calle dall’acqua cristallina, una sorta di paradiso perduto. Qui ebbe inizio l’incredibile viaggio verso l’inferno: vidi con i miei occhi lo specchio di ciò che l’uomo distrugge, laddove la natura magistralmente aveva creato.Da quel punto, l’autostrada si trasforma in una semplice strada a due corsie, che costeggia il mare, attraversando le montagne. In questa estate non fu così, nulla era più come allora: i monti e le distese di verde che accompagnavano i viaggiatori, fino giù al confine marocchino, non c’erano piu’: solo bianco e plastica.Che significa? Niente più era stato lasciato alla sua naturale bellezza, per circa 250 km di costa vi erano soltanto serre e plastica!! Uno spettacolo a dir poco agghiacciante, il golfo di Almeria, la Costa Tropical, totalmente trasformate in una gelida gabbia bianca. Nessuna sorta di regolamentazione, riserve naturali confinare con cupole di plastica, parti di montagna soffocate dal calore di questa plastica, case con muri adiacenti a plastica, niente più.Le foto che ho scattato quest’anno in Andalusia, sono le due facce della medaglia: la natura incontaminata e l’uomo materiale potente assassino della natura e in realtà inconsapevolmente anche di sè stesso.Ho fotografato tutto questo orrore con le lacrime agli occhi, con la voglia nel cuore di non crederci, ma purtroppo i miei scatti non mentono e io ho il desiderio-dovere di riportare a voi tutto questo deserto, tutto questo dolore. Un dolore che qualcuno deve urlare al mondo intero… o meglio al mondo che conta.
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