OLTRE GLI OCCHI…IL BUIO
Il dialogo nel buio: mostra che non mostra, ma che insegna a vedere.

E’ possibile vivere questa esperienza unica, presso l’istituto dei ciechi in via Vivaio n°7, a Milano.“Il dialogo nel buio”, è una mostra-itinerario, allestita appunto negli spazi dell’istituto dei ciechi milanese, che i visitatori percorreranno, immersi totalmente in un buio assoluto, accompagnati da una guida rigorosamente non vedente!Il viaggio ripercorre luoghi e contesti urbani e naturali, che non vengono annunciati, ma che verranno scoperti personalmente dai visitatori, “soltanto” con l’ausilio degli altri sensi.
Non preoccupatevi!
Non sarete mai abbandonati a voi stessi, sentirete in ogni istante la voce rassicurante dell’accompagnatore.
A dire il vero, non ho personalmente vissuto alcun attimo di panico, tutt’altro, ho riscoperto nel profondo della mia anima, una sicurezza inconscia, istintiva e primordiale che mi ha concesso di vivere in assenza di luce, con totale naturalezza, certa e confortata da un intensa familiarità personale, che vivo con il buio.
Alla conclusione del percorso verrete condotti ad un caffè davvero insolito, il Caffè Noir, dove potrete assaporare un gustoso aperitivo, ovviamente al buio, sorseggiando un cocktail,oppure una bibita, preparati da un barman “senza vista” e potrete ascoltare una musica soave, suonata al pianoforte da un pianista rigorosamente non vedente.
E’ quasi surreale trovarsi in breve tempo a proprio agio in una situazione simile, in un contesto di assenza di un senso e nel medesimo tempo, di assoluto prevalere degli altri, soprattutto del gusto e dell’udito, che grazie ad una “grande assente”, possono trionfare e conquistare il primo posto, da “eterni secondi”.
Questa indiscutibile interessante esperienza, è stata ideata da un tedesco, Andreas Heineke, che l’ha esportata in molte capitali europee, dove ha riscosso notevole interesse. Infatti, attualmente ad Amburgo esiste già un’istallazione permanente.
La mostra “Dialogo nel buio”, è una possibilità di liberarci dei nostri occhi, per poter meglio comprendere il mondo dei non vedenti e soprattutto, per rivivere determinate esperienze con l’utilizzo di tutti gli altri sensi, un po’ screditati dalla nostra società e dalle nostre errate abitudini di affidarci esclusivamente ed immediatamente al senso, che è in grado di darci una percezione più diretta.
Per noi l’idea del buio è per associazione, simbolo di perdita, di lutto, la nostra paura più profonda, sin da quando eravamo bambini.
Il luogo dove prendono forma streghe e fantasmi, le creature dei nostri incubi, il luogo dell’ignoto e dell’abbattimento delle conoscenze strutturate.
Grazie a questa iniziativa, per una volta, i ruoli saranno capovolti e saremo noi ad essere “assistiti e rassicurati” da coloro che la vista non l’hanno mai avuta ed hanno col tempo imparato a conoscere e gestirsi questo mondo, in modo differente dall’usuale.
Saremo costretti ad affinare tutte le altre nostre qualità per “sopravvivere”, una sorta di catarsi liberatoria dalla paura del buio e dall’egemonia visiva del mondo occidentale.
Un ottima situazione, in cui sei tu a sentirti, per una volta, “diversamente abile”, in cui sei tu a dovere necessitare di un aiuto, una sorta di mondo al rovescio, dove è possibile trovare un oasi di giustizia, troppo spesso negata.
All’inizio entri nel buio per capire la vita dei ciechi e poi ti trovi ad uscire dal buio con la volontà di tornarci ancora una volta, per parlare con la guida, col barista e col pianista, che hanno avuto tempo di raccontarsi e a cui hai potuto raccontarti, senza vista, ma anche senza distrazioni, in un luogo dove non vedere, non ha il significato di “non esserci”.
Un ultimo punto a favore di questa esperienza, decisamente più concreto, è l’opportunità offerta a molti non vedenti di lavorare e valorizzare le proprie capacità, un ottimo percorso per rivendicare ruoli di maggior rilievo all’intero della società.
Troppi buoni motivi e ancora sconosciuti i “contro” di questa esperienza, per lasciarsela sfuggire.
E’ possibile vivere questa esperienza unica, presso l’istituto dei ciechi in via Vivaio n°7, a Milano.“Il dialogo nel buio”, è una mostra-itinerario, allestita appunto negli spazi dell’istituto dei ciechi milanese, che i visitatori percorreranno, immersi totalmente in un buio assoluto, accompagnati da una guida rigorosamente non vedente!Il viaggio ripercorre luoghi e contesti urbani e naturali, che non vengono annunciati, ma che verranno scoperti personalmente dai visitatori, “soltanto” con l’ausilio degli altri sensi.
Non preoccupatevi!
Non sarete mai abbandonati a voi stessi, sentirete in ogni istante la voce rassicurante dell’accompagnatore.
A dire il vero, non ho personalmente vissuto alcun attimo di panico, tutt’altro, ho riscoperto nel profondo della mia anima, una sicurezza inconscia, istintiva e primordiale che mi ha concesso di vivere in assenza di luce, con totale naturalezza, certa e confortata da un intensa familiarità personale, che vivo con il buio.
Alla conclusione del percorso verrete condotti ad un caffè davvero insolito, il Caffè Noir, dove potrete assaporare un gustoso aperitivo, ovviamente al buio, sorseggiando un cocktail,oppure una bibita, preparati da un barman “senza vista” e potrete ascoltare una musica soave, suonata al pianoforte da un pianista rigorosamente non vedente.
E’ quasi surreale trovarsi in breve tempo a proprio agio in una situazione simile, in un contesto di assenza di un senso e nel medesimo tempo, di assoluto prevalere degli altri, soprattutto del gusto e dell’udito, che grazie ad una “grande assente”, possono trionfare e conquistare il primo posto, da “eterni secondi”.
Questa indiscutibile interessante esperienza, è stata ideata da un tedesco, Andreas Heineke, che l’ha esportata in molte capitali europee, dove ha riscosso notevole interesse. Infatti, attualmente ad Amburgo esiste già un’istallazione permanente.
La mostra “Dialogo nel buio”, è una possibilità di liberarci dei nostri occhi, per poter meglio comprendere il mondo dei non vedenti e soprattutto, per rivivere determinate esperienze con l’utilizzo di tutti gli altri sensi, un po’ screditati dalla nostra società e dalle nostre errate abitudini di affidarci esclusivamente ed immediatamente al senso, che è in grado di darci una percezione più diretta.
Per noi l’idea del buio è per associazione, simbolo di perdita, di lutto, la nostra paura più profonda, sin da quando eravamo bambini.
Il luogo dove prendono forma streghe e fantasmi, le creature dei nostri incubi, il luogo dell’ignoto e dell’abbattimento delle conoscenze strutturate.
Grazie a questa iniziativa, per una volta, i ruoli saranno capovolti e saremo noi ad essere “assistiti e rassicurati” da coloro che la vista non l’hanno mai avuta ed hanno col tempo imparato a conoscere e gestirsi questo mondo, in modo differente dall’usuale.
Saremo costretti ad affinare tutte le altre nostre qualità per “sopravvivere”, una sorta di catarsi liberatoria dalla paura del buio e dall’egemonia visiva del mondo occidentale.
Un ottima situazione, in cui sei tu a sentirti, per una volta, “diversamente abile”, in cui sei tu a dovere necessitare di un aiuto, una sorta di mondo al rovescio, dove è possibile trovare un oasi di giustizia, troppo spesso negata.
All’inizio entri nel buio per capire la vita dei ciechi e poi ti trovi ad uscire dal buio con la volontà di tornarci ancora una volta, per parlare con la guida, col barista e col pianista, che hanno avuto tempo di raccontarsi e a cui hai potuto raccontarti, senza vista, ma anche senza distrazioni, in un luogo dove non vedere, non ha il significato di “non esserci”.
Un ultimo punto a favore di questa esperienza, decisamente più concreto, è l’opportunità offerta a molti non vedenti di lavorare e valorizzare le proprie capacità, un ottimo percorso per rivendicare ruoli di maggior rilievo all’intero della società.
Troppi buoni motivi e ancora sconosciuti i “contro” di questa esperienza, per lasciarsela sfuggire.
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Sei riuscita a suscitare il mio interesse nel provare il “dialogo al buio”.
grazie
Complimenti Biba!
Anche io ha fatto il percorso e mi rivedo in pieno nelle tue considerazioni.
Grazie anche perché mi hai ispirato questo breve giochetto poetico:
Luce,
alba per gli stolti
profumo per i deboli
sabbia dei belli.
Occhi,
sempre e solo quelli.
Chiudili,
annusa, tocca, tasta, vai a tentoni
e scoprirai d’avere un anima,
seguila!
Vede molto meglio di te.
Appresto e staiforte!
Arcano Pennazzi
Blog: http://arcanopennazzi.wordpress.com/
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Mail: arcanopennazzi@gmail.com
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