03.17.08
SU DI UN TRENO NELLA NOTTE
Buio di una notte senza tempo.Dolore senza tregua in una notte senza fine.Desiderio e curiosità per l’illusione di un momento.Musica ininterrottamente musica nelle orecchie, a volume assordante.Un odore insostenibile sotto il naso, forse spazzatura, o forse no, soltanto un disperato che mi dorme accanto. Il movimento delle rotaie mi culla un po’, in questa specie di inferno dinamico.Febbre, febbre alta e tosse di fronte a me. No avrà una polmonite, devo uscire, liberarmi dalla puzza e dalla malattia. Esco, mi alzo a stento e mi fiondo fuori dalla cabina.Occhi famelici, occhi di uomini traditori incalliti, maledetti militari in cerca di un po’ di distrazione, lì fuori, lì addosso a me.Voci a squarciagola a tagliare il silenzio della notte, risate diaboliche, parole che non conosco pudore,puzza, di nuovo quella puzza insostenibile.Il moto del treno e la mia gamba che non ce la fa più.Un viaggio nel buio e attraverso l’inferno, un viaggio che partiva dal profondo sud e che doveva arrivare a Milano.A Milano sembrava non arrivare mai. Una notte, un sogno appena realizzato e troppe ore sulle mie gambe stanche.Un passaggio involontario, attraverso il celato universo, di uomini alla deriva. Solo ora, solo dopo un anno intero ho saputo razionalizzare quel giorno, intramontabile, estenuante come una missione sulla luna…che proprio quella notte mi aveva abbandonata.