marzo 14, 2008

31/12/2007 POSTDAMMER PLATZ

Posted in COSE LONTANE, IL MONDO DELLE CITTA', MALINCONIE URBANE tagged , , , , , , , , , , , , , , , , a 3:53 pm di biaraven

 

Un attimo di ristoro prima della grande sera, dell’ultima sera.Poi di nuovo in piazza, in Postdammer Platz per in grandi fuochi.Un boccone al solito posto, piatti italiani, tedeschi, portate senza patria e poi…di nuovo in piazza.Nessuna prenotazione, nessun piatto diverso da quello del giorno prima, una sera come tutte le altre. Un giorno diverso solo per chi, nel resto dei giorni non vive, non si può esprimere,  per coloro che nella vita sopravvivono e solo in occasione delle feste comandate, si vestono, si truccano, indossano l’abito migliore e si preparano a vivere. Che dici, ci avviciniamo? Beh direi di sì. Perché aspettare.Usciamo dal locale e tempo di attraversare Oranienburgerstrasse e siamo già in auto.Un piccolo imprevisto: le strade che portano alla Piazza, sono già chiuse dalle volanti della polizia, ovviamente in perfetto tempismo tedesco. Niente paura, seguiamo qualche berlinese e in venti minuti raggiungiamo la nostra meta.Il freddo è tagliente, il vento non da tregua ed io cerco di coprire i pochi lembi di pelle rimasti scoperti, senza grande risultato. Il gelo ti penetra nelle ossa, oltre i pantaloni, fin sotto la calzamaglia in cachemire. L’anima intanto esplode di sensazioni contraddittorie, non sente neppure il freddo. In Postdammer Platz uomini, donne, provenienti da chissà dove si riunisco sotto i chioschi in legno adibiti per l’occasione. Si beve, si beve molto, per non sentire il vento, per non collassare. Io bevevo perché sentivo che la mente non poteva reggere lucida. Tengo il bicchierone tra due guantoni di lana rosa e aspetto impaziente l’ora x. Mi guardo intorno a 360 gradi e mi sento felice come una bimba che fa il girotondo con le amiche. Manca proprio poco, iniziano ad aumentare i colori, i rumori dei fuochi, si respira nell’aria la festa, non c’e’ molto, anzi nulla di lussuoso intorno, solo gente ed emozioni. Ecco!! Dieci, nove, otto…tre, due, uno……..AAAAAAAAAaHhh!!Il primo sguardo negli occhi del mio angelo, Happy new year!! Oddio! Il cielo è illuminato a giorno, come un quadro impressionista, mille colori, mille suoni, un momento in perfetto divenire di forme e luci…i grattacieli sono illuminati , come se avessero alle spalle un bagliore colorato a rende loro merito. Niente aveva l’aspetto di una banalità, ogni gesto, ogni immagine, ogni sorriso, ogni lacrima, lì e soltanto lì è autentico. Non può esistere finzione in un luogo dove per decenni, non c’è stato spazio neppure per esprimere la propria identità, un luogo dove tutto di ciò che fosse soggettività veniva stroncato. Questo popolo vuole esprimersi tutto senza mentire, soltanto e semplicemente urlando se stesso.Berlino, in fondo un pò Biba Stardust, urla ogni volta in faccia al nemico sconfitto, il suo volere, le sue passioni, la sua inconfondibile identità. Ride, cresce e non si ferma, implacabile lotta in un complesso di accadimenti, regolati dall’eterno ritorno.Non un capodanno qualunque, un capodanno vero, concreto, semplicemente autentico, senza maschere, schietto, sincero, che ha regalato un caloroso “happy new year” ad ogni angelo dagli occhi verdi che ha incontrato sulla sua strada. 

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