marzo 26, 2008

SCRIVI E CONOSCERAI TE STESSO

Posted in CONCORSI LETTERARI, GENIO E SREGOLATEZZA, MALINCONIE URBANE tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , a 3:42 pm di biaraven

 

“…scrivere aiuta ad entrare nel “nostro” mondo… in quello più profondo…dove sensazioni ed emozioni diventano parole…anche le cose che possono sembrare scontate, in realtà, mostrano la loro vera essenza…e quando lasci la penna…ti stupisci di ciò che hai tirato fuori: un altro pezzo di te.” 

Chi è lo scrittore?  

Lo scrittore, non necessariamente possiede requisiti specifichi, a sostegno della propria  dote. Spesso accade che scrittori, non abbiano mai intrapreso studi umanistici, né abbiano conseguito alcuna laurea…In realtà, il vero “mestiere” dell’autore consiste nel camminare per le strade del mondo, attraversare luoghi lontani e dimenticati, conoscere le genti più diverse, con la capacità di saper raccogliere tutte le emozioni e saper narrare i vissuti personali ed altrui.La grande dote che lo contraddistingue, è proprio quella di conoscere il segreto delle passioni, tradotte in parola, delle esperienze, trasformate in racconto, l’arte di saper convertire ogni immagine, ogni sensazione, che ha attratto la sua attenzione, in linguaggio.Umberto Galimberti, noto filosofo, sostiene che, ciò che manca maggiormente ai nostri “giovani uomini” è la proprietà di linguaggio, non fine a sé stessa, ma in relazione ai vissuti personali e sociali.Sostiene che la nostra epoca, soffra prevalentemente di “analfabetismo sentimentale”: l’incapacità di saper esprimere ciò che accade dentro di noi, ci lascia in balia di sensazioni senza nome. Tutto questo porta a perdersi, a vivere un senso di inadeguatezza nei confronti della nostra stessa anima. La letteratura serve anche e soprattutto a questo, ad insegnarci il linguaggio delle emozioni, scoprire che il nostro patire, ha un nome e nel passato altri hanno subito il nostro dolore.Per questo ritengo che la scrittura sia propedeutica per una maggiore conoscenza della nostra identità e del nostro complesso mondo di percezioni; non è necessario essere scrittori professionisti, ma essere in grado di immaginare ciò che abbiamo vissuto, tradotto in un racconto, in una poesia, è ciò che basta per il nostro intento.Il valore di questa dote è inequivocabile.

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